Italia: Allarme pesticidi nella frutta, il Trentino la regione peggiore

La situazione dei pesticidi in Trentino è totalmente fuori controllo. Se si mettono insieme tutti i dati a disposizione, ne emerge un quadro allarmante. Lo ha fatto la dottoressa Patrizia Gentilini, medico e rappresentante dell’associazione Medici per l’Ambiente Isde Italia, durante un intervento che ha fatto anche storcere il naso ai politici locali…

I dati scioccanti sui pesticidi in Trentino

Il Trentino è la seconda regione in Italia per uso di pesticidi e questa situazione è molto pericolosa dato che, come è ormai noto, l’esposizione a tali sostanze è dannosa per la salute e aumenta il rischio di diverse patologie. A lanciare l’allarme sui fitofarmaci usati in agricoltura è Patrizia Gentilini, medico e rappresentante dell’associazione Medici per l’Ambiente Isde Italia.

Intervenuta ad una conferenza informativa organizzata dal Consiglio provinciale di Trento sul tema dell’uso sostenibile di fitofarmaci in agricoltura, la dottoressa Gentili ha presentato dei dati scioccanti.

Si tratta dei dati dell’Ispra che mostrano appunto come la Provincia autonoma di Trento sia seconda solo al Veneto in quanto ad uso di pesticidi, con 1.254 tonnellate, pari a 54 chili per ettaro.

Come ha spiegato la dottoressa Gentilini:

“Si tratta di principi attivi. Esiste una diversa tossicità tra principio attivo e formulato commerciale. In quest’ultimo sono presenti decine di altre sostanze che rendono il prodotto finale molto più pericoloso del solo principio attivo. E questo è stato dimostrato per il glifosate. Queste sostanze immesse nel territorio e disperse nell’ambiente contaminano tutto il sistema circostante, senza che vi sia la possibilità di controllarne la diffusione”.

Le conseguenze sulla salute sono gravissime

Le conseguenze sono troppe! Soprattutto per gli agricoltori che sono esposti a tali sostanze ogni giorno, per le loro famiglie e le persone che abitano in prossimità dei campi (anche a chilometri di distanza).

Minore, ma sempre rilevante, l’esposizione di chi poi consuma frutta e verdura in cui all’interno rimangono tracce di fitofarmaci.

Come ha fatto sapere la dottoressa Gentilini:

“L’esposizione residenziale ha indagato rischi per persone che abitano fino a 8 km di distanza. E ha rilevato un aumento della mortalità per morbo di parkinson, abortività spontanea, malformazioni, tumori infantili, danni al neuro-sviluppo con calo del quoziente cognitivo e disturbi dello spettro autistico. In Val di Non su 34 individui sani è stata riscontrata nelle urine e nel sangue la presenza di 10 tra pesticidi e funghicidi in quantità diverse a seconda dei periodi in cui sono avvenuti i trattamenti. I fitosanitari nell’organismo riducono la capacità di riparo enzimatico e quindi le difese nel nostro dna. Vi sono individui in buona salute che non hanno immediati disturbi a causa di questa esposizione che nel tempo accresce però la loro fragilità riducendo le difese immunitarie”.

I pesticidi uccidono gli spermatozoi causando dunque una fertilità compromessa e ancora più gravi i possibili effetti su bambini e neonati. In particolare la dottoressa si è soffermata a spiegare i rischi di un’esposizione ai pesticidi durante la gravidanza e come questo aspetto possa incidere sul neurosviluppo dei bambini e favorire la comparsa di malformazioni fetali. I prodotti fitosanitari sono in grado di causare, in un sistema nervoso e cerebrale in formazione, gravi deficit cognitivi e comportamentali.

Fonte: Greenme

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