Scopri perchè gli integratori a base di Aloe sono stati banditi dalla comunità europea

La Commissione Europea ha proposto un divieto totale basato sul principio di precauzione e l’8 aprile scorso è entrato in vigore il nuovo Regolamento che vieta la vendita di prodotti con aloe-emodina

Apprezzati da sempre perché considerati uno dei principali rimedi naturali nel trattamento di diversi disturbi, gli integratori a base di aloe diventano prodotti banditi dall’Unione europea: arriva infatti lo stop da parte della Commissione europea ai derivati dell’idrossiantracene, naturalmente presenti proprio nell’aloe. Ma i produttori non ci stanno e firmano una petizione.

Già nel marzo del 2020, la Commissione europea aveva presentato alla consultazione pubblica una proposta per vietare l’aloe per presunti problemi di sicurezza, un regolamento che limitava l’utilizzo negli integratori alimentari di determinate sostanze, derivati idrossiantracenici (HAD), ottenuti dall’aloe e da altre piante.

Ora, è entrato in vigore l’8 aprile 2021 il nuovo Regolamento UE 2021/468 che modifica l’allegato III del Regolamento del 2006 che in Europa – per quanto riguarda le specie botaniche contenenti derivati dell’idrossiantracene – vieta la vendita di prodotti che contengono aloe-emodina, l’emodina, il dantrone e le preparazioni di aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene e in più stabilisce le regole sull’aggiunta di vitamine, minerali e altre sostanze agli alimenti (CE n. 1925/2006).

Gli idrossiantraceni sono molecole chimiche di origine naturale presenti anche nella senna, nel rabarbaro, nella cassia e nella frangula.

Il Regolamento del 18 marzo 2021 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea del 19 marzo 2021.

In particolare sono vietati, tra l’altro:

  • “aloe-emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza
  • emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza
  • preparazioni a base di foglie di specie di Aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene
  • dantrone e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza

Fonti: Unione europea / Commissione europea / EFSA 

Vota questa post