Orhan ha deciso di non tuffarsi nel baratro da solo, e a pagare il prezzo più alto sarà il suo fedele Ilyas. Nelle prossime puntate di Io sono Farah, il boss non esita a trasformare il suo uomo più leale in un’esca, incastrandolo senza scrupoli pur di umiliare Mehmet. Questa mossa non rappresenta solo una mera strategia, ma un atto di cinismo puro che rimescolerà le carte e lascerà il commissario con un pugno di mosche in mano. Orhan, con una calma irritante e una sicurezza sconcertante, si presenterà al commissariato, pronto a sfidare la sorte, convinto di aver già vinto, nonostante il traumas del proiettile che ha sfiorato Mehmet un anno fa.
Il Gioco di Inganni e Sacrifici
Non ci sarà spazio per il rimorso sul volto di Orhan; invece, il suo sguardo sarà pervaso da una voglia sadica di provocare. Davanti al commissario, non cercherà nemmeno di giustificarsi, preferendo seminare dubbi e promesse di una verità che, una volta rivelata, colpirà Mehmet più delle manette ai polsi. Ma il vero orrore avrà luogo dietro le sbarre. La relazione tra Orhan e Ilyas, l’ombra che lo ha servito con dedizione, si trasformerà in una merce di scambio, fatta senza un briciolo di umanità; il boss, per salvarsi, non esiterà a tradire il suo uomo migliore. Durante l’ultimo incontro con Mehmet, Orhan andrà oltre ogni limite, deridendolo con la minaccia che presto il procuratore sarà lì a chiedergli scusa. La sfida culminerà quando il procuratore entrerà davvero, non per interrogare, ma per annullare l’arresto di Orhan. La pistola del tentato omicidio, con le impronte di Ilyas a incastrarlo, porterà il boss a varcare la soglia del commissariato da uomo libero, mentre un sorriso sornione sul suo volto segnerà la vittoria su Mehmet, lasciando dietro di sé solo il vuoto di un tradimento inaccettabile.